Dopo anni e anni finalmente il marito l'ha convinta: per il bene dei bambini. Tornare nella sua città di origine da sola - che vuol dire senza il marito - per Mirella significa non avere più un'età, nemmeno questi suoi quarant'anni che le danno tanto un'aria da adulta, ma significa tornare bambina, sbagliare tutto e trovarsi, vulnerabile, sotto gli artigli di quella lunatica donna egocentrica che è sua madre. Senza contare che partire 'da sola' con i bambini vuol dire sempre sobbarcarsi un mare...di lavoro! La vacanza la può già vedere in prospettiva, tutto quello che accadrà è già scritto: Mirella dovrà occuparsi di tutte le faccende ordinarie di una ordinaria casalinga e in più dovrà anche gestire infinite borse per il mare, senza dimenticare braccioli e spuntini, ah si, tanta acqua, che non basta mai! Poi, una volta al mare, le sembrerà che gli occhi debbano uscirle dalle orbite tanto sarà concentrata a controllare i bambini, che certamente saranno uno in acqua, l'altra in spiaggia, uno a ponente, l'altra a levante, uno dovrà fare la pipì, l'altra avrà - contemporaneamente - fame e...
Suo marito non le ha raccomandato altro e del resto non c'è per lei un incubo peggiore: Mirella ricorda bene quella scena...lei era solo una bambina seduta sulla sabbia. Non ha mai dimenticato quella madre disperata, piangeva, le mani affondate tra i capelli mentre si muoveva di quà e di là gridando, come una pazza, cercando il suo bambino. E' sicuro, se succederà a lei una tragedia del genere, Mirella si comporterà come quella donna. Una bambina la vedrà e non riuscirà più a togliersela dalla mente, fino a quando sarà madre anche lei e crederà che a lei una cosa del genere non succederà mai...Le chiamano vacanze. I bambini comunque si divertiranno e questo è quello che conta. Così Mirella adesso è a casa.
Il bello è che hanno reso fruibile l'accesso al mare dove andava da bambina, interdetto da almeno 15 anni per motivi di sicurezza. Con gli anni la scogliera è stata resa nuovamente accessibile. E' quello il posto: stessa scogliera, stesso mare. I bambini sanno nuotare adeguatamente, i braccioli sostengono il piccolo, la mattinata scorre tranquilla, al limite un pò noiosa. Il pomeriggio è grigio, impossibile andare al mare. Sua madre le propone di fare un giro in macchina per la città, le vuole mostrare una zona nuova tutta in espansione, da quelle parti inoltre si trova una vecchia tonnara: l'idea è magnifica!
In realtà, girano un pò a zonzo. Costruzioni di edilizia popolare si alternano a ville indipendenti senza pretese, sotto i loro occhi si svolge un anonimo panorama di periferia, strade ancora sterrate, curve, rotonde. Nell'aria c'è la netta sensazione che se ne abbia anche abbastanza; della vecchia tonnara nessuna traccia. Si intravedono due tipi che parlano tra loro, proprio due tipici esemplari di abitanti di periferia...Annoiati, l'uno alto e magro, nero come un marocchino, l'altro più basso, senza capelli, con un abbigliamento ridicolo persino per un'estate di periferia.
Chiediamo a quei due della tonnara...tipico di sua madre! Quei due forse non parlano nemmeno l'italiano, improbabile che si intendano di vecchie tonnare come di buone maniere, se tutto va bene a gesti faranno capire che vogliono essere lasciati in pace, è evidente. Sua madre, però, se ne frega dell'evidenza (e di tutto il resto). Mirella non può contraddirla, non osa farle notare quanto tutto ciò sia inopportuno, accosta la macchina e abbassa il finestrino. Scusate, sapete dove si trova la vecchia tonnara? Quello che le risponde è il ragazzo calvo vestito come un anziano americano in gita alle Hawaii.
I suoi occhi. Sono verdi come il mare, che non è azzurro anche se da bambini ci insegnano che è azzurro, ma sappiamo benissimo tutti che il mare è verde, un verde limpido, che ti invita a scoprirlo, a immergerti, a rinfrescarti. E tu non sai resistere, ti sciogli in quel verde mare, sorprendente come non poteva non essere per antichi viaggiatori imbattersi in un'oasi nel deserto. Il verde è sicuramente lo stesso. Mirella raccoglie l'informazione che arriva alle sue orecchie leggera e gentile come lunghe dita sottili che accarezzano una tastiera. Vorrebbe avere altro da chiedere, ma anche sua madre, seduta accanto a lei, questa volta non intende fare nulla di nulla. Non resta che ringraziare e riavviare la macchina.
Il giorno dopo splende di giallo, i bambini reclamano un giorno in spiaggia. Comprensibile. Mille grane in più da gestire con tutta quella sabbia, ma comprensibile. Mirella non ha voglia di andare nei soliti posti. Immagina gli ingorghi automobilistici, la ricerca del parcheggio, l'affollamento a riva. Decisamente punta alla spiaggia meno gettonata, quella un pò sfigata, perchè da lì si intravedono le petroliere e - anche se il Comune rassicura che la zona è balneabile - le persone serie là non ci vanno. Sono carichi di borsoni, per i giochi, l'acqua, lo spuntino, le creme protettive, i ricambi; per fortuna i bambini collaborano: non la si può chiamare vacanza, ma almeno non è un autentico sacrificio.
Mirella segue la precisa traiettoria che dalla macchina porta in linea retta al bagnasciuga. I bambini in un attimo sono svestiti e tuffati, lei mette giù il resto con calma. Si spoglia con il segreto sollievo di non dover gestire il rischio di incontri e conoscenze - altissimo in altre località - in uno stato di sovrappeso che si è spinto ormai decisamente oltre la soglia psicologica del semplice imbarazzo. Si sdraia, mette sulla testa una maglietta, visto che qualcosa la dimentica sempre, ma il sole in viso non lo tollera. Comincia a curiosare intorno svogliatamente, mette a fuoco qualche immagine insignificante, poi dietro di lei li vede e li riconosce subito. Sono quei due. Proprio loro. Incredibile.
Mirella è commossa ed emozionata da tanta insperata casualità fortuita. No. Non è un caso, pensa, il caso non esiste. Lui, occhi verdi come la speranza, si accorge di lei, ma sembra non averla riconosciuta. Normalmente Mirella ne avrebbe appena notato la sagoma, penalizzata dalla forma sgraziata del cranio glabro, da un labbro troppo sottile, da un fisico asciutto ma privo di punti di forza. Sotto il sole cocente lui tiene gli occhi socchiusi, la voce si perde nello sciacquio monotono della risacca. Come una perla rinchiusa nel suo guscio, un guscio che per lei ieri si è aperto. Mirella è in preda a mille sensazioni, vuole prendere una iniziativa, i bambini sono in acqua, non noterebbero che lei parla con qualcuno e - se anche lo notassero - non potrebbero insospettirsi e...via! se anche si incuriosissero, due chiacchiere sulla spiaggia sono la cosa più innocente del mondo...
I due amici non la guardano, sono intenti a considerare i movimenti di due ragazze sdraiate più a sinistra. Trascorrono così due ore. Tra incertezze incrociate e finte indifferenze reciproche. Dopo avere trattenuto ogni emozione, ogni fantasia, ogni più innocente pensiero, Mirella sa esattamente cosa fare. E' l'ultimo giorno di vacanza, domani sarà una levataccia, per il volo delle 6.00...Ripercorre all'indietro il tragitto verso la macchina. Si lascia alle spalle tutto, il verde, la sabbia, i suoi pensieri salati; in mente ha solo una canzonetta che impertinente le scappa di bocca: per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare.